Claudia, coach del #BePositive: mantra social del pensiero positivo

Un mantra del pensiero positivo, un piccolo dono di vita incastonato in una frase, un nuovo senso, una motivazione per essere e sentirsi bene dentro la propria pelle, nonostante e oltre la malattia.  #BePositive è il carburante che ogni giorno permette a Claudia Puddu, pedagogista e psicomotricista funzionale, di rimettersi in moto, di vivere il presente con l'animo radioso.
 
Solare e luminosa, gli occhi verdi incorniciati in un viso da eterna bambina, Claudia si racconta. "Da un momento all'altro mi sono dovuta fermare, per la seconda volta. Uno stop che mi ha spinto ogni giorno a cercare e appuntare su un diaro frasi e pensieri per trovare la motivazione ad andare avanti. Poi una mattina questo pensiero l'ho fissato su un cartoncino, l'ho fotografato e postato su Facebook. Da qui è nato #BePositive. La prima persona che ha risposto è stata mia sorella che mi ha girato un cartoncino con frase e hashtag. Così, su Fb ho chiesto a chi volesse di condividere una frase, una idea, un pensiero positivo". Le risposte non hanno tardato ad arrivare e Claudia è stata sommersa da un mare di aforismi, citazioni o semplici riflessioni tutte con un denominatore comune: #BePositive. Tanti cartoncini e tanti grazie per una iniziativa nata quasi per caso per riportare a galla l'essenziale, che sul web è spesso offuscato dal vuoto pneumatico. Per scacciare la rabbia social, l'aggressività gratuita e per tenersi lontano dai falsi specchi di cui sono tempestati molti profili Facebook. "Spesso Fb è lo specchio manomesso dalle persone che vogliono apparire diverse da quello che sono, andare a trovare la sostanza dietro i filtri non è facile. Spesso non sai chi c'è dietro e quale messaggio voglia inviare".
 
 
Sono le cose più semplici, quello che spesso diamo per scontate che nutrono l'anima. "Per chi come me sta affrontando un percorso di cura e di malattia ho pensato fosse importante nutrire l'anima di cose semplici che portino motivazione. #BePositive per me è un senso, un dono, è il carburante che mi permette di rimettermi in moto ogni giorno. E' dalle cose più semplici e scontate che bisogna ripartire. Siamo tutti attirati, avvolti e offuscati dalla bellezza dei corpi. L'estetica del bello vince su tutto. A tutti piace il bello, ma in questa narcisistica corsa al bello ci stiamo perdendo l'essenza. Io ho rasato i capelli perché "sono chi sono". Non mi interessa se a qualcuno possa dare fastidio che io abbia i capelli corti, che stia facendo la chemio. Per me è importante l'essenza: io sono sempre Claudia".
 
La prima volta che aveva incontrato il cancro per la sua strada Claudia era una ragazziana e aveva vissuto il percorso di cura e malattia sempre in maniera positiva, ma inconsapevole. "Ora è una cosa diversa perché stiamo parlando di una metastasi e il viaggio è totalmente differente. Ma mi sono detta: se è arrivato deve essere uno strumento per me per arrivare agli altri. Nella sfortuna sono contenta".
 
Una campagna social nata quasi per gioco, tra una chemio e l'altra, a fine giugno che con il tam tam di Fb si sta diffondendo in maniera virale.#BePositive è una frase, una motivazione, una parola, un'immagine che va dritta, che arriva al cuore e all'anima. "Molti hanno paura del cancro. In tanti mi hanno confessato di essersi staccati da questi timori perché sono riuscita a fare arrivare loro un'immagine positiva".
 
"Claudia sorride ma porta dietro la fatica del cancro che ti cambia la vita, ti mette uno stop al lavoro, ti sbatte in faccia il fatto che certe cose non si possono più fare. Quando ho visto il primo #BePositive  questo messaggio positivo mi ha emozionato tanto e  mi sono detta: devo cavalcare questa iniziativa. Il #BePositive sta funzionando anche per chi questo discorso cancro lo affrontava mettendosi la coperta sugli occhi per non guardare. Io dal 2002  ho avuto la fortuna di poter "stare accanto" a chi vive il tempo della malattia e della cura e allora ho detto: perché non creare la nostra coach del messaggio positivo", spiega Maria Dolores Palmas, infermiera dell'Oncologia medica dell'ospedale Businco di Cagliari, leader del gruppo Abbracciamo un sogno. "Del resto il gruppo Abbracciamo un sogno si fonda sul messaggio che di cancro si vive: non ci tappiamo gli occhi, sappiamo che può metastatizzare, che alcune storie possono non andare bene, però sappiamo anche che la vita è oggi. E' inutile che continuiamo ad agitarci e a portarci avanti, perché sull'avanti non possiamo metterci la firma. Dobbiamo sapere cosa fare oggi per arrivare a domani. Non è neanche ieri, perché ieri la diagnosi c'è stata, va bene, è stata un cazzotto, ma SI deve vivere il presente. Claudia è la persona giusta per fare il coach di questo messagio positivo. I social ci portano in casa un sacco di negatività e di fondamentalismi negativi, i media continuano a riversare nero dove si vogliono tirar fuori i colori. E allora dobbiamo fermarci e riuscire a cogliere quelle sfumature che ci sono".  
 
Silvia Cardia

 

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