Fattore k a Muravera: la ricchezza dell'Oncologia territoriale

Non si ferma la staffetta di Fattore k. La campagna di sensibilizzazione sulla giusta comunicazione in Oncologia è approdata alla Domu incantata a Muravera per parlare della ricchezza dell'Oncologia territoriale. L'incontro, dopo i saluti del sindaco Marco Sebastiano Falchi, si è aperto con le testimonianze dei pazienti, Fabiana Fanni, Ottavia Carta e Luciano Razzauti, racconti di vita e di malattia, racconti dei lunghi "viaggi della speranza" affrontati tante volte per arrivare al luogo di cura per sottoporsi a visite e terapie. La possibilità e l'importanza di potersi far curare vicino a casa, senza dover macinare chilometri, potendo conservare la propria identità sociale e territoriale e le proprie abitudini, la routine del quotidiano che fa ancora assaporare la vita, oltre la malattia. 
 
Poi il testimone è passato a Daniela Carta, care giver, che ha raccontato la difficile arte del prendersi cura e dell'esserci. 
 
Elisabetta Pedditzi, responsabile dell'oncologia medica dell'ospedale San Marcellino di Muravera, ha seguito la nascita e lo sviluppo dell'oncologia dagli albori fino a oggi. Con Pedditzi il suo staff:  l'oncologa Maura Murru e le tre infermiere. "Il nostro è un servizio che abbiamo costruito pezzo dopo pezzo, che oggi da' la possibilità a medici di accompagnare, sotto ogni punto di vista, il paziente che viene preso per mano e inserito in un percorso circolare. I protocolli sono internazionali, ma la differenza è sapere non solo cosa fare, ma come fare", ha commentato la responsabile dell'Oncologia medica del San Marcellino. 
 
Ha chiuso la mattinata Carla Pisano, fisioterapista, paziente oncologica e facilitatrice del gruppo di auto mutuo aiuto, che ha illustrato le attività del gruppo.