Il cancro non è più "il male incurabile": in Sardegna 42mila persone hanno sconfitto un tumore

Stefania, Donato, Agostino, Bruna. E ancora Antonino, Franca, Luca, Anna. Dietro i loro nomi le storia di vita e malattia. Percorsi di persone che hanno incontrato il cancro in un certo momento della loro vita e hanno trovato il coraggio di raccontare le proprie storie. Testimonianze forti di speranza, dolore; testimonianze di chi quel cancro non lo vede più come il “male terribile e incurabile”. La ricerca, e in modo particolare l'immuno-oncologia, stanno modificando l'aspettativa di sopravvivenza e di vita di chi si trova ad affrontare il percorso di malattia e cura, dove il cancro viene ricondotto ad essere una malattia cronica. In Sardegna 70.349 persone vivono dopo la diagnosi di tumore. Il 60%, circa 42mila cittadini, possono affermare di essersi lasciati il cancro alle spalle. Oggi terapie sempre più efficaci, come l’immuno-oncologia, permettono di sconfiggere la malattia o di allungare in maniera significativa la sopravvivenza a lungo termine, come evidenziato nel libro “Si può vincere” realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) che raccoglie le testimonianze dei pazienti che si sono lasciati il cancro alle spalle. Il volume è presentato oggi a Cagliari, la terza tappa di un tour nazionale di 10 incontri con il coinvolgimento dei cittadini, delle Istituzioni e delle associazioni dei pazienti.

“Oggi non si può più parlare di male incurabile – spiega Daniele Farci, oncologo all’Ospedale Businco di Cagliari e membro del Consiglio Direttivo nazionale AIOM -. In Italia più di 3 milioni di persone vivono con la diagnosi di tumore. In sei pazienti su dieci la malattia è stata individuata da almeno 5 anni, per cui possono essere considerati guariti. Ma nella Regione è fondamentale aumentare l’adesione ai programmi di screening”. Nel biennio 2011-2012 solo il 46,4% delle donne residenti nell’isola ha eseguito una mammografia rispetto a una media nazionale pari al 60,9%. Migliore invece la risposta agli altri due test raccomandati, anche in rapporto alla media nazionale. Circa il 45% ha aderito all’invito a sottoporsi al Pap-Test (41% Italia) per la diagnosi tempestiva del tumore del collo dell’utero. E il 50,3% dei sardi ha eseguito il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per individuare il cancro del colon-retto (47,1% Italia). I principali ‘big killer’ (tumore del seno, polmone, prostata, colon-retto, stomaco) hanno fatto registrare nel 2015 nella Regione 5.230 nuovi casi.

 

“La sfida è intervenire contro il tumore in una fase iniziale. Questo risultato può essere raggiunto con le analisi genetiche e molecolari, perché alla radice di ogni neoplasia vi sono alterazioni in uno o più geni - sottolinea Giuseppe Palmieri, Responsabile dell’Unità di Genetica dei Tumori dell’Istituto di Chimica Biomolecolare-CNR di Sassari -. Attraverso test condotti sulla popolazione della Sardegna sono stati individuati fattori di rischio (età, numero e distribuzione dei tumori in famiglia) in grado di predire in maniera significativa la presenza di mutazioni genetiche predisponenti al cancro del seno e del colon-retto. Abbiamo anche dimostrato che queste alterazioni sono associate a un aumentato rischio di sviluppare non solo queste due neoplasie, ma anche diversi altri tipi di tumori”. “La storia naturale di alcune patologie oncologiche è radicalmente cambiata proprio grazie alle nuove conoscenze biologiche, alla capillare diffusione degli esami di screening e ai trattamenti innovativi mirati – continua Farci -. L’impatto, non solo economico, dei tumori è in costante crescita perché legato al progressivo invecchiamento della popolazione. Per ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili è fondamentale indagare quali aspetti del sistema sanitario non corrispondano a rigidi criteri di efficacia ed efficienza: strutture, ospedali, enti che potrebbero essere gestiti al meglio per potenziare la qualità dei servizi”.

 

“Uno strumento essenziale della programmazione sanitaria è rappresentato dai Registri Tumori – conclude Luigi Benedetto Arru, assessore Igiene, Sanità e Assistenza sociale della Regione Sardegna -. Attualmente sul nostro territorio operano due Registri Tumori di popolazione su base locale, accreditati sia a livello nazionale che internazionale: quelli di Sassari e Nuoro. La prossima istituzione del Registro Tumori regionale avrà un impatto importante in termini di prevenzione, diagnosi e cura delle patologie neoplastiche e per la conseguente organizzazione, controllo e valutazione dei servizi”.

Il libro “Si può vincere” si divide in due parti, nella prima è analizzata l’evoluzione della cura dei tumori negli ultimi decenni, rispondendo a domande su come sono cambiati i trattamenti, con approfondimenti su chirurgia, chemioterapia, terapie biologiche e radioterapia. È poi descritta la nuova era nel trattamento delle neoplasie rappresentata dall’immuno-oncologia. “La lotta ai tumori – spiega il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nella prefazione del volume - costituisce una delle priorità del Servizio Sanitario Nazionale per l’elevata incidenza della malattia e per il suo pesante impatto sociale ed economico. Oggi possiamo affermare che il concetto di cancro come ‘male incurabile’ appartiene al passato. Grazie al progresso della scienza, i tumori stanno diventando sempre più una malattia cronica. I dati, le cifre e le scoperte ci dicono che la lotta contro questa patologia, in parte già sconfitta, può segnare quotidianamente punti a favore di chi la combatte. Questo volume raccoglie le preziose testimonianze dei pazienti trattati con una nuova arma, l’immunoterapia. Le loro parole ci trasmettono coraggio, forza e, soprattutto, speranza. È essenziale poter garantire a tutti i pazienti le cure sempre più innovative che la ricerca mette a disposizione. Aspirare a elevati standard di prevenzione e di trattamento non risponde soltanto a ambizioni di progresso tecnologico e scientifico ma anche di civiltà e di democrazia. Affrontare il tema della salute significa confrontarsi con le aspettative e le attese di milioni di malati, immedesimarsi con i loro disagi quotidiani e difendere la loro qualità di vita”. “Si può vincere” (ed. Guerini, pp.170, a cura di Mauro Boldrini, Sabrina Smerrieri, Paolo Cabra) è nelle librerie al prezzo di 14,50 euro e i proventi delle vendite sono destinati alla Fondazione AIOM. “Dobbiamo potenziare i nostri sforzi e la capacità di coordinare e sostenere l’attività di prevenzione e di assistenza – continua il Ministro Lorenzin nella prefazione -. È necessario innanzitutto agire per contenere l’impatto dei tumori con interventi di prevenzione primaria e secondaria. È poi indispensabile collegare in rete i diversi sistemi assistenziali, garantendo un’offerta adeguata sul territorio e realizzando la presa in carico globale della persona nei suoi bisogni sanitari, sociali e relazionali”.