Fattore K. Cancro. Melanoma: sulla prevenzione primaria bisogna fare di più

Melanoma: sulla prevenzione primaria bisogna fare di più

Giuseppe Palmieri

Oncologo medico, Primo ricercatore CNR

Responsabile Unità di Genetica dei Tumori, Istituto di Chimica Biomolecolare, ICB-CNR di Sassari

 

Melanoma: sulla prevenzione primaria bisogna fare di più.

Con “Il Sole per amico” informazione diretta ai più piccoli

 

 

Il melanoma è uno dei tumori a maggiore crescita nella società occidentale, con un’incidenza più che raddoppiata negli ultimi 30 anni, eppure ancora è una patologia spesso sottovalutata e non se ne parla abbastanza. In quest’ottica qual è il ruolo di una campagna informativa ed educazionale di prevenzione primaria del melanoma come quella che arriverà nelle scuole della Sardegna? Qual è lo scenario del melanoma in Sardegna in termini sia di epidemiologia che di prevenzione?

Quello della prevenzione primaria è un concetto estremamente importante ma ancora spesso sottovalutato. Sebbene vi sia stato un forte implemento della prevenzione secondaria, attraverso sia una maggiore consapevolezza dell’importanza della prevenzione oncologica nella popolazione generale sia una maggiore diffusione ed appropriatezza delle metodologie diagnostiche per una diagnosi precoce del melanoma (volta a ridurre la mortalità della malattia), l’educazione ad uno stile di vita corretto e a comportamenti salutari non si è sviluppato di pari passo. Quest’ultimo tipo di approccio rimane invece cruciale per ottenere una riduzione dell’incidenza della malattia. Di conseguenza tutto ciò che può aiutare noi medici a veicolare informazioni su questi aspetti, in particolare alcuni fondamentali concetti che dovrebbero arrivare a specifiche fasce della popolazione, è benvenuto. La campagna “Il Sole per amico” riveste perciò un ruolo fondamentale perché permette alla classe medica di dare indicazioni sulla corretta esposizione al sole e quindi di ridurre, indirettamente, l’incidenza della malattia attraverso il controllo dei fattori di rischio. Iniziare dalle scuole elementari è ancora più importante perché arrivando con semplici messaggi ai bambini, che all’età della scuola primaria sono molto recettivi, si fa passare l’informazione anche ai genitori, coinvolgendoli nelle attività educazionali, e si influenza lo stile di vita dell’intero nucleo familiare. È fondamentale avere una piena sintonia di comportamenti tra genitori e figli. Riguardo l’epidemiologia del melanoma, la regione Sardegna rispecchia quanto si registra nelle regioni del Sud Italia, con un’incidenza più bassa rispetto a quella del Centro-Nord Italia (c’è un vero e proprio gradiente di incidenza sul territorio nazionale, con circa 11 nuovi casi per 100.000 abitanti per anno al Nord e circa 5 nuovi casi per 100.000 abitanti per anno al Sud). In sommario, la prevenzione primaria del melanoma non è ancora organizzata istituzionalmente in maniera capillare, essendo basata su campagne di prevenzione saltuaria (vedi le tradizionali giornate di prevenzione durante l’anno) ed a macchia di leopardo a livello nazionale. Su questo fronte ci aspetta molto lavoro, dobbiamo fare di più.

 

Nei prossimi giorni nelle scuole primarie sarde partiranno le attività educazionali proposte nell’ambito del progetto di prevenzione primaria “Il Sole per amico” promosso da IMI. Quali sono i messaggi fondamentali che è importante trasmettere ai bambini e alle famiglie? Quale sarà l’impegno degli specialisti oncologi e dermatologi della Regione che si recheranno presso gli Istituti aderenti per incontrare i bambini?

La campagna “Il Sole per amico” si rivolge specificamente ai bambini delle scuole elementari, perciò i messaggi devono essere tradotti in un linguaggio semplice, chiaro e immediato. Il primo messaggio ovviamente riguarda il sole, o meglio l’esposizione al sole. I piccoli devono imparare che è necessario, per salvaguardare la pelle e la salute, regolare l’esposizione solare sulla base del proprio tipo di carnagione: più il fototipo è chiaro, minore deve essere il tempo trascorso sotto il sole diretto, evitando così le ustioni. L’esposizione ai raggi del sole deve sempre avvenire in maniera graduale, aiutando la protezione della pelle con creme solari adeguate al proprio fototipo, indumenti e cappellini. Il secondo messaggio, altrettanto importante per gli adolescenti, è quello di evitare le lampade abbronzanti che, come evidenziano numerosi studi internazionali, utilizzate prima dei 30 anni di età causano importanti danni cutanei, oltre ad invecchiare precocemente la pelle. La norma prevede comunque che l’utilizzo delle lampade abbronzanti sia vietato nei minori. Terzo e ultimo messaggio, altrettanto importante, è quello che il sole non è un “nemico” che fa sempre male, anzi aiuta la sintesi della vitamina D e può essere benefico per molte funzioni dell’organismo, ma va preso nella giusta quantità e mai nelle ore centrali della giornata. Noi specialisti, oncologi e dermatologi, durante gli incontri cercheremo di stabilire un filo diretto con gli insegnanti per arrivare più facilmente ai piccoli. Daremo tutte le principali indicazioni per far conoscere la malattia, i fattori di rischio e per mettere in atto tutte le azioni preventive possibili.

 

Come è organizzata l’attività clinica e di ricerca dell’Unità di Genetica dei Tumori dell’Istituto di Chimica Biomolecolare ICB-CNR di Sassari?

L’Istituto di Chimica Biomolecolare di Sassari è dedicato prevalentemente ad attività di ricerca. Una gran parte dei laboratori dell’Unità di Genetica dei Tumori è attrezzata per la diagnostica molecolare, utile per la classificazione dei melanomi e per la definizione dell’iter terapeutico dopo l’avvenuta diagnosi. Per tale attività, l’Unità è in stretta interazione con la quasi totalità delle Oncologie della Sardegna ed è convenzionata con l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari. Un filone di ricerca molto avanzato riguarda lo studio dei marcatori genetici, che permettono di identificare le persone a rischio, in particolare i gruppi familiari con più elevata ricorrenza della malattia, predicendo eventuali fattori di predisposizione allo sviluppo del melanoma.