"Se il curato è un curante": al via sabato la settima Festa dell'Oncologia

Cosa circola nel cuore e nella testa di un operatore sanitario cui viene diagnosticato un cancro? Che emozioni vive dentro e attorno a sé? Per la settima volta il gruppo Abbracciamo un Sogno si ritrova, nella sua data fissa, ultimo sabato di maggio, a vivere la Festa dell’Oncologia. Quest’anno i riflettori sono puntati su un ambito particolare del percorso di malattia e cura: le emozioni che vive un operatore sanitario che è chiamato a vivere la malattia cancro in prima persona, sulla propria pelle, con i suoi molteplici percorsi di cura e di rinascita.

"Se il curato è un curante" è il titolo della settima Festa dell'Oncologia che quest'anno si terrà sabato 26 maggio 2018 a partire dalle 16 a Villa Tecla, via Rimini 29, Flumini di Quartu

"Quest’anno c’è una parola che è il filo conduttore del pomeriggio di festa:  cura. Cura che è  “dentro"  il curato e  “dentro”  il  curante, cura che è attenzione, ascolto, silenzio attento; cura del cuore, delle emozioni, delle parole", afferma Maria Dolores Palmas, infermiera dell'Oncologia medicina dell'ospedale Businco di Cagliari e leader del gruppo  Gruppo Abbracciamo un Sogno. "Avere “cura”  è un’arte alla quale dovremmo  educarci per noi stessi ma anche e soprattutto per chi abbiamo accanto.

Cosa cambia in una equipe sanitaria che al suo interno vive l’essere accanto a chi vive il percorso di cura e di rinascita? Come vive nel profondo del cuore e dell’anima il percorso di cura un operatore sanitario? Cosa cambia nel cuore e nella mente di un operatore sanitario che vive la propria rinascita nel suo essere professionista a servizio di altre persone che vivono l’identico percorso di cura e di rinascita. E, come cambia, se cambia, il proprio rapporto con la professione?  Ma anche, come vive un operatore sanitario la malattia di un proprio congiunto?

Queste e tante altre le domande cui si proverà a dare una risposta nel corso dell'evento. Aprirà il pomeriggio "La cura del cuore", la relazione del giornalista e antropologo esistenziale Guido Garau, seguirà l'intervento della psiconcologa Chantal Lussu "La cura delle emozioni" e poi sarà il turno di Elisabetta Gola, docente di Teoria dei linguaggi e della Comunicazione all'Università di Cagliari. Chiuderanno la serata le testimonianze Livia Frau, Delia Schintu e Manuela Dettori. 

"Ecco, aver cura è anche fermarsi a riflettere su modalità vecchie e nuove di porsi di fronte a problematiche importanti, condividere emozioni e pensieri, cercare la strada migliore perché il cuore non si senta perso in percorsi di rinascita non sempre facili, non sempre indolori.

In questo percorso di “scoperta”  verremmo accompagnati da tre professionisti che ci aiuteranno a entrare in aspetti non sempre facilmente raggiungibili: cuore, emozioni, parole", continua Palmas. "Aver cura delle parole da usare per dire e per dirsi. Le parole hanno un peso per chi le ascolta e allora prima di pronunciarle dovremmo imparare a pesarle nel nostro cuore e poi donarle. Il cancro è una malattia che vorrebbe isolare chi è chiamato a viverlo in prima persona, sta a noi professionisti, caregivers, amici, conoscenti, semplici cittadini imparare a “stare accanto”, imparare ad aver cura di quella determinata persona nel modo in cui quella persona vuole essere curata. Le parole possono creare e dare vita, ma parole usate con leggerezza possono essere macigni che rendono difficile il cammino verso la rinascita".